Formazione IRC: la musica trap a scuola

PLAYLIST RAP + TRAP | testi espliciti

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VANGELO – ER COSTA
Questo è Er Costa, rap Cosa Nostra, so’ un capomandamento
Su due pagine dal primo al decimo comandamento
Sto nel gioco da anni, ha fatto di me un animale
Regole di questa merda me so’ scritto un manuale
Samurai senza padrone, ronin cita l’Hagakure
Tengo a bada il diavolo in me, ho le Sacre Scritture
Tatuate a fuoco nel cervello e dentro l’anima
Conosco a menadito il testo pagina per pagina
Tu immaginami appeso al collo per la fibbia
Lottare ogni giorno con la vita, tibia contro tibia
Vivere come se fossi sempre in guerra come in Libia
N’ho trovato mai quello che cerco nella Bibbia
Non c’è un profeta che me spiega come cazzo va
Non c’è una risposta nella Cabala o nella Torah
Non c’è quello che voglio sapere nel Corano
Allora scrivo il mio Vangelo co ‘sta mano e lo rappo romano!
L’inferno è incandescente dicono, ma qua è un gelo
In una valle di lacrime aspetto un angelo
Se solo un uomo di fede davvero va in cielo
Io mi fido solo di me e del mio Vangelo!
L’inferno è incandescente dicono, ma qua è un gelo
In una valle di lacrime aspetto un angelo
Se solo un uomo di fede davvero va in cielo
Io mi fido solo di me, questo è il mio Vangelo!

IPSE DIXIT
Non si tratta tanto di religiosità e ateismo, anche se molti l’hanno interpretato così. Faccio una breve premessa: mi sono sempre ritenuto, nonostante quello che possa sembrare, una persona molto spirituale, e sono sempre stato molto affascinato dalle tradizioni religiose e da come le religioni abbiano influenzato molti aspetti della storia, dalla geopolitica all’economia e alla cultura. Ho sempre letto tantissimo in merito, dai testi storici ai testi sacri, proprio per sfamare questa mia forte curiosità. Ora, tornando a ‘Vangelo’, il pezzo è un po’ un grido di disillusione, perché diciamolo: se qualcuno si avvicina a questo tipo di letture per capire il senso della vita o la differenza tra il giusto e lo sbagliato, è una ricerca molto fine a sé stessa. Quando la gente va in chiesa, va dal prete, si confessa, legge la Bibbia o il Corano, pensa che sia come seguire ‘na sorta di manuale che, passo passo, alla fine ti porta a capire come si sta al mondo – ma non è così. Io il mio interesse continuo ad alimentarlo, ma sapendo che ciò che vado a cercare non mi serve per rispondere alle domande della vita, ma è solo uno spunto per riflettere sulle domande giuste da pormi. Una volta che hai capito che domande farti, una risposta la trovi dentro di te. (ER COSTA)

QUALCOSA IN CUI CREDERE – MARRACASH & GUE PEQUEGNO
Butta fuori i tuoi pensieri o finiranno per ucciderti
Ero a due passi dalla rovina, due spanne dalla follia
Due blocchi dall’Inferno, a due cocktail dalla sua figa
Io a due grammi dall’overdose
A due zeri da quella Rolls, che mi colse l’idea improvvisa
Che ero vuoto, senza scopo
Ho il cuore spezzato, tu hai lo stetoscopio
Lo senti, bro?
Momenti che era brutto, in cui avrei pregato qualsiasi Dio
Da dove vengo tutto è truffa
E se fossi una truffa anch’io?
Nah, restano nervi tesi e fegato
La fede che mi tiene ancora in piedi è lo scheletro
Musica, tu allevi e mantieni l’anima intatta
Di’ la parola che sveglia il golem
Dai un cuore all’uomo di latta
Fa’ del palco la mia chiesa, dei testi il mio testamento
Tieni la mia mano ferma se e quando verrà il momento
E dammi voce in eterno e cose vere da dire
Sii il mio punto fermo, qualcosa per cui morire
E se non hai niente in cui credere
Non avrai niente che puoi perdere
Sì, tranne te
Le mie certezze, andate in cenere
Non voglio il mondo che tu mi vuoi vendere (oh)
Sulla rete leggo solo bugie
Alla tele vedo solo bugie
E non so più a cosa credere all’alba
Certe sere solo bere mi calma
Per la strada sento solo bugie
Chi comanda dice solo bugie
Ah, c’è troppa poca fede rimasta (ah, yeah)
La gente non ci crede, ci casca
Sono a un soffio dal soffio al cuore, a uno scalo dall’Equatore
A un reato dalla prigione, schiaccio “start”
Accendo il reattore e senti il rombo
Un antieroe con alcool e antidepre in combo (ah)
Il giorno del giudizio mi nascondo
È agrodolce come le Wakames
E mi rimane solo pensare ai money
E far scaldare ‘ste tipe come a Salem
Miscredente, visti i tristi eventi ho un Cristo al collo
Ma evidentemente è solo lì che splende
Credevo nella cultura, mo son tutti finti (tutti)
Pregano per i vestiti, frate’, credono nei filtri (damn)
Credevo nel cash, ma poi ho bruciato tutti i dindi
Nell’amore, ma poi lei mi ha chiesto i soldi, quindi (quindi?)
Non chiedo che sia easy
Chiedo di essere forte nei momenti di crisi
La mia parola è cristallina, Fiji
Danger, nella filosofia dell’angolo
Non c’è Dio, ma soltanto polvere d’angelo (d’angelo)
E se non hai niente in cui credere
Non avrai niente che puoi perdere
Sì, tranne te
Le mie certezze, andate in cenere
Non voglio il mondo che tu mi vuoi vendere (oh)
Sulla rete leggo solo bugie
Alla tele vedo solo bugie
E non so più a cosa credere all’alba
Certe sere solo bere mi calma
Per la strada sento solo bugie
Chi comanda dice solo bugie
Ah, c’è troppa poca fede rimasta (ah, yeah)
La gente non ci crede, ci casca

IPSE DIXIT
In questa traccia Marra e Guè trattano di vizio e dolore, raccontando di come entrambi abbiano attraversato momenti di crisi in cui hanno perso quel qualcosa in cui credere. In particolare, Marracash, nella sua strofa si rivolge direttamente alla musica, dipingendola come la sua musa, punto di riferimento e “scheletro” che lo tiene in piedi. (via web)

LA MIA FOLLIA – CLEMENTINO
Mi dici che la vita è come una fotografia
Che se sorridi viene meglio
E stai cercando ancora un modo per andare via
Ma solo per sentirti sveglio
Credevi che poi fosse facile restare
Tra le fiamme più alte dell’inferno
Se sto dormendo non gridate
Che stasera sento il vuoto dentro nell’interno
I ragni nello stomaco che mangiano la pancia mia
Che sto sudando freddo
Dovrei rialzarmi da ‘sto suolo
Ma ho sta bocca che è attaccato su ‘sto pavimento
Credevi che poi fosse facile restare
Tra le fiamme più alte dell’inferno
Se sto dormendo non gridate
Che stasera sento il vuoto dentro nell’immenso
Questi cartoni pieni di regali
Già senti i richiami dai primi segnali
Sembra sentire flash immaginari
Tagli fatti male spari dai viali
E adesso che sto più tranquillo
Mi alzo accendo un altro cero alla Madonna e Cristo
E guardo al cielo e aspetto ancora Dio dall’alto
Ma speriamo lui mi abbia visto
E ci sembravano le notti magiche
Le notti dove u’altra botta è facile
Dimmi quanti chilometri su quella via
Tanti di noi a spasso con la follia
E ci sembravano le notti magiche
Le notti dove u’altra botta è facile
E quando ‘o sole non ce sta chiù
E quando ‘o sole non ce sta chiù
Se il sole non c’è più
Sto a spasso con la ma pazzia
Nel cerchio di ‘sta fantasia
Lo ammetto non è roba mia
Girovagando per la mia città in declino
Scopro un vecchio fuori a un magazzino
Che mi guarda e si avvicina
Mi dice di godermi tutto
Perché poi non sai dov’è che un giorno finirai
“Ma dove finirai?
Ragazzo devi stare attento
Che la vita fa promesse che non avrai mai”
Mai, mai, mai, mai, mai
Gli uccelli che volano basso
Per ‘sta pioggia e la tempesta
Che si appoggia sulla testa dei pensieri miei
Vorrei lasciarmi andare
Ma non sono pronto per un altro scontro
Per sfidare il mondo e so cosa farei
E all’improvviso sveglio
Intorno non c’è niente, nessuno che mi sente
Il cuore che rallenta
E sento che si spenge
Un angelo mi chiama
Gli chiederò un passaggio
Signori miei buon viaggio
e ci sembravano le notti magiche
Le notti dove un’altra botta è facile
Dimmi quanti chilometri su quella via
Tanti di noi a spasso con la follia
E ci sembravano le notti magiche
Le notti dove un’altra botta è facile
E quando ‘o sole non ce sta chiù
E quando ‘o sole non ce sta chiù
Questi cartoni pieni di regali
Già senti i richiami dai primi segnali
Sembra sentire flash immaginari
Tagli fatti male spari dai viali
E adesso che sto più tranquillo
Mi alzo accendo un altro cero alla Madonna e Cristo
E guardo al cielo e aspetto ancora Dio dall’alto
Ma speriamo lui mi abbia visto

IPSE DIXIT
Il brano presenta versi molto intimi in cui Clemente fa riflessioni sulla vita e sull’interiorità. Parla di vuoti e stati di “follia”, il sole come simbolo di vita, di speranza e di luce positiva. L’immagine del vecchio signore che incontra fuori ad un magazzino che gli suggerisce di godersi tutto perché poi non si sa un giorno dove si finirà e gli dice “ragazzo, devi stare attento ‘ché la vita fa promesse che non avrai mai” è malinconica. Clemente si esprime sulla morte, sul “viaggio”, e sulla Fede. In momenti di difficoltà si affida a Dio, spera che dall’alto lo abbia visto, ma anche alla Madonna e a Cristo, ai quali accende un cero, per ringraziarli per la tranquillità ritrovata. (via web)

BARABBA II – ACHILLE LAURO
La vita qui, è corta corta
Non puoi cancellare sbagli con una gomma gomma
Trenta canne e tre droghe
A vent’anni ti sfondi, trenta grammi tre giorni
Ma non do colpa, colpa
Sta vita è corta e stronza
Non ho paura insomma
Si muore soli e non sai tra quanto
Intorno hai tanti, ma nessuno a fianco
Se mi guardo intorno c’è solo chi non ce la fa più
Non mi merito il posto in terra che mi hai dato tu
Nessuno l’ha chiesto, c’hanno fatto e poi buttato in mezzo
Come un fucile carico puntato al petto
A bocca asciutta, semi da cui non cresce nulla
Ai genitori fan paura i figli nella culla
La furia cieca di sta gente chiusa in ‘sti edifici
Palazzi grigi, marci dalle radici!
Sognare la pace dà un’idea di saper fartela
‘Ste vite ingannate dall’idea di poter farcela
Qua nessun colpevole, nessuno che si senta in colpa
Hanno educato ‘ste persone ma a sentirsi nulla
Ora e per sempre, e urlare ce l’hai fatta, è giusto
Quando il mondo non dà un aiuto
Ad ascoltarti non c’è nessuno fin da piccolo
Un giorno dei miei tu vivilo
Il sentimento più forte avuto per mio padre è ucciderlo
Parli di me che vuoi (che fine farò)
Che ne sai te
Che ne sai te
Che ne sai te (che fine farò)
Parli di me che vuoi (che fine farò)
Che ne sai te
Che ne sai te
Che ne sai te (che fine farò)
Parli di me che vuoi (che fine farò)
Che vuoi, che vuoi, che vuoi (che fine farò)
Pregando non solo per me
Pregando per giorni migliori per chi è con me
Chi era con me non ha scelto mai ‘sta vita qua
Guardando la sua vita ho promesso di farcela
Non siamo solo vittime delle cose che fai
Ma si è solo vittime del perché lo fai
Perché lo fai, questo è quello che non chiedi a te
Prima di guardare me e chiederti perché
Forse non sai, penso forse non sai
Di come stai quando vuoi di più
Quando non sai più cosa vuoi di più
Fingerò di stare bene
Manterrò le poche promesse da mantenere (avere di più)
Ho bisogno di un posto dove rilassarmi
Con tutti gli amici che rimangono
Dove bere alcolici, ridere intere notti
Con chi mi vuole bene perché gli altri sono morti
Tra questi c’è un posto, bene tu mostrami dove
I miei amici schiavi delle loro droghe
Le stesse che vendi per cambiare vite
Le stesse che cambieranno te e i tuoi amici
Non sai di me ne di mezza vita, mezzo amico
Dei ragazzi rovinati neanche mezza vita
Dei fratelli miei che non meritano ‘sta vita
Di quanti mezzi morti per cambiare vita
Mamma mia non piangere che ora sto bene
E dì a chi è in paradiso che gli voglio bene
Che li invidio perché lì non c’è più dolore
Che ci rivedremo presto ancora
Che sono lontani da sto schifo adesso
Che ci deve essere un posto meglio di questo
Dio ti prego salvaci da questi giorni
Metti da parte un posto e segnati ‘sti nomi
Parli di me che vuoi (che fine farò)
Che ne sai te
Che ne sai te
Che ne sai te (che fine farò)
Parli di me che vuoi (che fine farò)
Che ne sai te
Che ne sai te
Che ne sai te (che fine farò)
Parli di me che vuoi (che fine farò)
Che vuoi, che vuoi, che vuoi (che fine farò)
Ho visto i miei migliori amici annegare legati in zona
Cambiati dopo una donna
Cambiati dopo la droga
Cambiati da questi soldi
Cambia l’essere povero
Cambiare banconote
Cambia anche chi aveva poco perciò…

IPSE DIXIT
“Hanno educato le persone a sentirsi inutili. Ci hanno insegnato a piantare dei semi da cui non crescerà nulla. I miei amici sono stati vittime di quello che facevano per salvarsi la vita. Vite ingannate dall’idea di poter farcela. Quando sognare la pace ti fa credere che riuscirai ad ottenerla. Ci ricordo in periferia a Valpadana a ridere tutti insieme ascoltando le imprese di Matteo. Sembrava immortale fino a che non è morto davvero. Voglio sperare esista un posto diverso da questo. Dio ricordati di noi, di chi non c’è più, e tienici un posto lì con te. Per sempre.” (ACHILLE LAURO)

LOVE BANDANA – KETAMA 126
Ho la droga che ti ammazza (bang)
Occhio alla Polizia italiana (tu, tu, tu)
Bèbbo mi dice di farla (oh, oh)
Se vuoi fattura, chiedi a mamma
Ok, ok (yah)
È vero, penso sempre ai cazzi miei
Ok, ok (yah)
Il mio tatuaggio è 126 (gang, gang, gang)
Potevo essere un tossico morto
Invece sono un tossico ricco
A quarant’anni squaglio il disco d’oro
Ma non è mica detto che ci arrivo
Tu mi dici, “Accanna a stare in strada” (stare in strada)
Io t’ho detto, “Accanna co’ ‘sta lagna” (co’ ‘sta lagna)
Bèbbo mi dice di farla (dice di farla)
Accendo un missile, siamo la NASA
Quanta merda ho visto che non scorderò più
Quanti amici ho perso che non rivedrò più
Ogni giorno il cielo è sempre un po’ meno blu
Ogni notte per dormire serve di più
Il mio amico ha rischiato ma adesso mangia
Gli attrezzi del mestiere, buste in plastica e bilancia
Ho una madonna che piange sulla mia pancia
Che ne ha viste troppe, non vuole che lo rifaccia (gang)
Vogliamo amore perché amore non c’è
Love gang, gang, gang
Abbiamo droga perché amore non c’è
Brr
Ho la droga che ti ammazza (bang)
Occhio alla Polizia italiana (tu, tu, tu)
Bèbbo mi dice di farla (oh)
Se vuoi fattura, chiedi a mamma
Ho la droga che ti ammazza (brr)
Occhio alla Polizia italiana (yah)
Bèbbo mi dice di farla (eh)
Se vuoi fattura, chiedi a mamma
Sporchi ricordi sporcano l’iride, sulla scena del crimine
Un quadro di Giotto, il disagio del G8, non può descrivere
Oh mettimi una cimice nell’ombelico come Neo
Spero sia Dio che creda in noi e non che a lui ci creda io
Uh Ryan fottimi, bambina non è mai tardi
Occhio a quei ciottoli, erezione da eruzione come vulcani
Ore, con in testa il suo nome
Mi augura la morte, poi vuol fare l’amore
In strada, indaga, il GIP e la madama
Qui Ketama, e Tedua, criniera da savana
Nello schermo della TV, pippo strisce delle tigri
Sei stato avvisato fra’, uomo mezzo salvato
A-mmo-niti, tu e il tuo crew, siete puah
Vi facciamo a buah
Belzebù, nel girone con Caronte, salta su
Questo groove, il timone messo a prua
Love Bandana, non la gang tua
Ho la droga che ti ammazza (bang)
Occhio alla Polizia italiana (tu, tu, tu)
Bèbbo mi dice di farla (oh)
Se vuoi fattura, chiedi a mamma
Ok, ok (yah)
È vero, penso solo ai cazzi miei
Ok, ok (yah)
Il mio tatuaggio è 126 (gang, gang, gang)

IPSE DIXIT
C’è una componente fondamentale della narrazione del rapper romano a venire esacerbata nell’album “KETY”, quella religiosa. Se prima le invocazioni al cielo erano una commistione di preghiera d’aiuto e imprecazione colloquiale, ora i simboli sacri vengono accostati a immagini turpi e blasfeme, quasi a voler sottolineare come quell’”inferno in terra” abbia ormai troncato qualsiasi speranza di salvezza: “Peccati e poi mi pento, sono cristiano / Ho delinquenti e troie come Gesù Cristo / Oh, un bastardo come me tu non l’hai mai visto”, o ancora l’oscena e fortemente riuscita “Adesso vai giù / Sulle ginocchia, ehi / Sai che ti porto all’inferno con me / Tu apri la bocca”. (via web)

STAY AWAY – NIGHT SKINNY
Abbiamo cominciato in mezzo ai banchi di scuola
Avevamo un’arma per uccidere la noia
Prima della fica, prima della droga
Prima che una stronza rovinasse ogni cosa
Sembrava che non arrivavamo mai (mai)
Ora arriviamo, però arrivano anche i guai (yah)
Sì, ma quelli seri
Che non vai al bar e li scordi con due amari (con due amari)
Passo a casa di Nico, è uscito
Ma gli danno evasione se lo porto in giro (brr)
Bipolare per colpa di come vivo
Baby, stammi lontano, stammi vicino
In classe ero quello strano
Stavo sempre all’ultimo banco
Sognando dopo una notte in bianco
Dividevo le cuffiette con Franco (yah)
Preside, dacci le chiavi in mano (yeh)
Che questa settimana occupiamo (yah)
Poi saliamo sopra i tetti della scuola
Baby, guarda quanto è bella Roma (yah)
Abbiamo cominciato in mezzo ai banchi di scuola
Anche se in verità non andavo mai a scuola (mai)
Ho fatto tardi, allora salto la prima ora
In seconda ora gli occhi rossi, fatto d’erba buona (kush)
Ho superato il limite di assenze
E adesso la preside chi la sente? (fanculo)
Non mi piacciono le istituzioni
Quindi fanculo le guardie, lo Stato e il presidente
Sto bene in zona mia con la mia gente (con la mia gente)
Ci becchiamo alle dieci e mezza a Trastevere
Sto fumando bene, non ha neanche un seme
Stai fumando chimica, guarda che cenere
Oro bianco coi diamanti, sembra neve (sembra neve)
Diventi cieco se guardi il pendente (bling)
Stammi lontano mentre parto come un missile
L’unico vero in mezzo a questi fac-simile
In classe ero quello strano
Stavo sempre all’ultimo banco
Sognando dopo una notte in bianco
Dividevo le cuffiette con Franco (yah)
Preside, dacci le chiavi in mano (yeh)
Che questa settimana occupiamo (yah)
Poi saliamo sopra i tetti della scuola
Baby, guarda quanto è bella Roma (yah)
Abbiamo cominciato in mezzo ai banchi di scuola
Per ammazzare il tempo, per non farci di noia
Una cuffietta a testa a tutti i cambi di ora
Ci davano spacciati senza banchi di prova
Metà febbraio, le gocce scivolavano via dal mio bomber lucido
Ho imparato a stare dritto sull’asfalto ruvido
E chi c’ha tanti fratelli poi alla fine è figlio unico
Seduti sul dirupo coi piedi a mollo nel buio
Fuori sempre taciturno, dentro sempre un tafferuglio
Le mani chiuse a pugno dentro i 501
Testa contro il muro e non andavo bene per nessuno
Con la meglio gioventù, al Calisto, al Bar Perù, non è più
Piazza della Quercia ora che la quercia l’hanno tirata giù
Passo per le scale e butto un occhio lassù
Rivedo quei bambini con il cappuccio tirato su, uh
In classe ero quello strano
Stavo sempre all’ultimo banco
Sognando dopo una notte in bianco
Dividevo le cuffiette con Franco (yah)
Preside, dacci le chiavi in mano (yeh)
Che questa settimana occupiamo (yah)
Poi saliamo sopra i tetti della scuola
Baby, guarda quanto è bella Roma (yah)

IPSE DIXIT
Il microcosmo della scuola e il rapporto con la droga: “Io non ho mai detto a nessuno di drogarsi, anzi, a dirla tutta non mi drogo manco io. Il titolo era provocatorio, ma voleva essere soprattutto un riferimento alle cassettine che da piccolo mi registravo dalla radio, mettendo insieme i pochi pezzi rap che passavano all’epoca.” (NIGHT SKINNY)

LETTERA DALL’INFERNO – EMIS KILLA
Caro Dio, mi scuso se sono sparito
E’ che, ultimamente, lo avevi fatto anche te
Non sono qui per litigare ma siamo sinceri
Io ti ho cercato in ogni dove, tu invece dov’eri
Nella mia vita non sei stato quel che dovresti
Il diavolo è stato più bravo, per certi versi
Il credo dalla fede, ognuno c’ha la sua
Mia madre in chiesa piange sangue, più della tua
Non so con quale scusa ti possa difendere
La gente scrive preghiere ma forse non ami leggere
Nasci in gara per poi perdere
Veniamo al mondo piangendo e questo mi ha sempre fatto riflettere
Se ti comporti male, ti fai qualche nemico
E ci sarà un motivo, se Giuda ti ha tradito
Mi hai creato a tua immagine e oggi sono un re
Ma la corona di spine tienitela per te
Mio Dio
Qualche volta che io ti cerco, quando sono nei guai
Scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai
Mio Dio
Detti legge nell’universo, perché prendi e dai
Ma le lettere dall’inferno non le leggi mai
Se sei onnipresente e dall’alto ci fissi
Se sei onnipotente a ‘sto punto te ne infischi
Considerando le volte in cui vedi e non agisci
forse conviene farci credere che non esisti
Nonostante i crocifissi e le preghiere ad alta voce
Nessuno è prediletto, ognuno ha la sua croce
Non prego quando pranzo e non ti ringrazio
Il pane a tavola ce l’ho perché mi alzo, e mi faccio il mazzo
Faccio buone azioni
ma nonostante questo sul mio conto girano cattive voci
Scendi dall’altare, per una volta si può fare
Liberarti dagli impegni e liberaci dal male
Un Dio che impone i suoi comandamenti, che giustizia è?
Un Dio onesto, un Dio che non detta regole
Non avere alcun Dio al di fuori di me
lo direbbe solo chi è egoista e pensa per sé
Mio Dio
Qualche volta che io ti cerco, quando sono nei guai
Scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai
Mio Dio
Detti legge nell’universo, perché prendi e dai
Ma le lettere dall’inferno non le leggi mai
Mio Dio
Quando chiedi se credo in Dio, non rispondo di sì
forse è un limite mio, lui mi ha fatto così
Quando chiedi se credo in Dio, non rispondo di sì
forse è un limite mio, lui mi ha fatto così
Mio Dio
Qualche volta che io ti cerco, quando sono nei guai
Scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai
Mio Dio
Mio Dio
Mio Dio
Detti legge nell’universo, perché prendi e dai
Ma le lettere dall’inferno non le leggi mai

IPSE DIXIT
In “Lettera dall’inferno” parla con Dio: crede? Credo che non sia quello che ci raccontano. Una entità superiore sono certo che esiste. Ma se qualcuno riesce a smentire le mie credenze ne sarò lieto! (intervista a Emis Killa)

DIO PERDONA IO NO – ENZO DONG (FABRI FIBRA)
Dove ognuno nasce giudicato
(Oh, Andry)
Oggi mi metto il vestito, scendo nel quartiere
Fra questo è il momento di Dong, ya
Prima di scendere devo pisciare sul giornale di Rolling Stones, ya
Però vi anticipo, sicuro il disco non piacerà a quelli di Sto, ya
È come se dico “Salvini va a nere” lo stesso mi dici di no, ya
Io faccio arrivare una suora
Faccio bestemmiare un prete
Quanti senti il flow sbianchi come i denti, lavali bene (Enzo Donghito)
Rappo da quando la gente per strada diceva “Enzo Dong vuole fare Eminem”
Frate t’ho messo la sveglia ogni ora perché non ho più tempo da perdere
Enzo top of the top
Frate tu suck my Dong
Corro nel rap come corro se poi vedo i Carabinieri
Fanculo il successo, non è mai successo
Sto a mani vuote ed occhi pieni, perché oggi è peggio di ieri
Dio perdona me e tutti i miei amici
E ogni ragazzo che non dorme per gli sbagli che fa (eh, eh)
Dio perdona tutti i miei nemici
Vogliono eliminarmi e non sanno come si fa
Non sanno come si fa (eh, eh)
No, non sanno come si fa (Brr)
Non sanno come si fa (eh, eh)
No, non sanno come si fa
Ah
Entro nel posto , con Enzo Dong (Enzo Dong)
Mi chiama il mondo, nel Trap Phone (brr brr)
Facciamo foto, nel tuo quartiere (fra le vele)
Vesto di rosso, come Cartier
Rap Italiano regna, frate ho una buona penna
Il paese ci spenna, qui tutto finisce in fretta
Senti la metrica va, tu sembri Jerry Calà
Passa la jolla di qua, Milano è gonfia di crack
Vedi qui non c’è amore, quindi fai attenzione, scegli bene le persone
Queste droghe mandano in depressione (brr brr)
Lei dice voglio qualcosa di dolce, tiramisù un milione
Spingo come un cartello, il mio nome sul cartellone
Dio perdona me e tutti i miei amici
E ogni ragazzo che non dorme per gli sbagli che fa (eh, eh)
Dio perdona tutti i miei nemici
Vogliono eliminarmi e non sanno come si fa
Non sanno come si fa (eh, eh)
No, non sanno come si fa
Non sanno come si fa (eh, eh)
No, non sanno come si fa
Frate il neomelodico lo fanno già da una vita, seh
Sei una puttana per strada, fratello tu ci fai soltanto la vita (Enzo Dong)
Ma con la pistola che hai tra le gambe usi da una vita
Sei un criminale, ma nei videogiochi
Ti è rimasta solo una vita
Non fumo più le canne perché mi hanno ucciso il mio rapper preferito
Non ero nessuno, ora sono la concorrenza del mio rapper preferito
Quanta merda si sente in giro
Oddio mio fra, mi sento male
Hai bisogno di un buon otorino
Perché mi sa ci senti male
Io so rappare bene, sono il rapper del quartiere
Fra tu nel mio quartiere sei soltanto il panettiere
Fra dimmi quando arrivi così ti abbasso il paniere
Io non sono il tuo successore
Io sono la successione
Dio perdona me e tutti i miei amici
E ogni ragazzo che non dorme per gli sbagli che fa
Dio perdona tutti i miei nemici
Vogliono eliminarmi ma non sanno come si fa
Non sanno come si fa
No, non sanno come si fa
Non sanno come si fa
No, non sanno come si fa

IPSE DIXIT
L’acronimo nome d’arte “DONG” significa “Dove ognuno nasce giudicato”. In quest’epoca così social, secondo te, siamo ancora liberi di seguire l’istinto oppure siamo un po’ tutti condizionati dai giudizi e, talvolta, dai pregiudizi degli altri? “Secondo me siamo molto influenzati, il mio nome nasce da questo, l’essere umano tende ad esprimere la propria opinione soprattutto su tutto ciò che rappresenta la novità, la diversità, l’azzardo. “Dove ognuno nasce giudicato” significa esattamente questo, le persone al giorno d’oggi si basano molto sull’aspetto estetico, sulle apparenze, io voglio dire tutto ciò che penso, definisco il mio rap “uno spaccio di verità. Io voglio arrivare a tutte le persone che soffrono e hanno vissuto un certo tipo di vita simile alla mia, una vita normale, fatta di alti e bassi, di cose belle e di cose brutte. Voglio arrivare a coloro i quali hanno bisogno di sentirsi raccontare la loro vita con la musica.” (intervista a ENZO DONG)

CHE ORE SONO – GEMITAIZ, MAD MAN, VENERUS
End of messages
Press “delete” to erase all old messages
All old messages erased
Press two to play new messages
Dai, rispondimi
Non possiamo farne un dramma
Giro un’altra canna
Poi richiamo mamma e dico, “Sono vivo, tutto a posto”
Caffè, poi accendo la TV
Solo per compagnia
Ma non è colpa mia
Se poi non voglio uscire o fare niente
Perché non è interessante se qui non ci sei tu
Sì, avevo immaginato che tu non mi credessi
E che siamo tutti uguali siamo sempre gli stessi
Però allora non guardarmi con quegli occhi da matta
Perché non saprei quando dirti “basta” prendila così
Eh, yeah ma non avessi mai niente da perdere
Ti chiamo e dici non fa niente, sempre
Ma poi tu mi prendi e non mi lasci più solo
Quando mi perdo e neanche mi trovo
Sai dove sono e di che ore sono
Baby buongiorno
Sì, mi piace che resti, che stai in giro qui intorno (ehi)
Hai lasciato qui i leggings, hai la mia felpa addosso (ehi)
Ieri sera no comment, non parliamone proprio
Stamattina di nuovo e devi andare a lavoro
E devo andare a lavoro, neanche so che ore sono
Quando sto con te non tocco terra
Sto meglio con te come con l’erba
Morirò sì, ok, ma non di noia
No, ti metto dappertutto tipo la salsa di soia
E penso a noi solamente in strada quando cammino (seh)
Ed ho comprato una nuova giacca che non abbino (seh)
Di venerdì, sai, lavoro ma anche se non ho niente
Lì non ci vengo comunque perché c’è troppa gente
Da quel posto già mi hanno cacciato
Non mi attira la moda, non mi attira la droga
Perché sinceramente ho già dato
Prendila così
Eh, yeah ma non avessi mai niente da perdere
Ti chiamo e dici non fa niente, sempre
Ma poi tu mi prendi e non mi lasci più solo
Quando mi perdo e neanche mi trovo
Sai dove sono e di che ore sono
Ma poi tu (oh no, oh no, oh)
Ma poi tu

IPSE DIXIT
Credi che il rap italiano possa parlare ancora di politica, come succede in America? “Il rap degli anni ’90 è stato quello che è stato, e non metto in dubbio che qualcosa si possa fare anche adesso. Ma chi ascoltava il rap in quegli anni era gente adulta, che sapeva dove viveva. Adesso invece sono 13enni ignoranti capaci solo di scrollare con l’iPad e con le loro app di merda. E vengono a scrivermi “Salvini ci salverà”. Dei ragazzini di 13 anni! Io non ce la faccio, non posso farmi i cazzi miei.”

CABRIOLET – SALMO, SFERA EBBASTA
Un ignorante fuoriclasse (huh)
Prego Dio da queste casse (huh)
Come se m’ascoltasse, ah
Benedici questi sognatori senza un euro in tasca e wi-fi, ah
Quando ti svegli e non pensi ai soldi vuole dire che li fai più della SNAI (ah)
È questione di etica
Questi che pensano solo all’estetica
Qui non ci sono punizioni per chi sbaglia
Non ci sono premi per chi merita (ah)
Il talento è un carcere a vita
Una bella tipa, sì, ma senza la fica
In più sei in Italia dove nascono figli già vecchi coi padri all’antica
E allora stica’, eh-eh
Trova ciò che ami e lascia che ti uccida, eh-eh
Domani vai sicuro come sempre
A scuola se ti chiedono “Il futuro dov’è?”, digli “Presente!” (huh)
Volevo fare il batterista (il batterista, ehi)
Suonare con un gruppo rock (gruppo rock, ehi)
Meglio che fare il giornalista
E pensare sia un lavoro scrivere su Rolling Stone
Potrei suonare il pianoforte
Vivere in una Cabriolet (Cabriolet, ehi)
Una canzone non salverà il mondo
Ma so che può salvare te
E volevo sfrecciare su una Cabriolet (skrt, skrrt)
Col vento in faccia e coi soldi in tasca (huh)
A duecento all’ora mi sono accorto che (skrt, skrrt)
Anche arrivare primo ormai nemmeno mi basta (huh)
E pure chi mi odia ora mi stringe la mano
Scrivo un’altra strofa corta, un altro disco di platino
‘Sto rapper fa “Bau”, la sua tipa “Miao” (huh)
Io invece quando entro, spacco, esco, ciao (skrt, skrrt)
Volevo fare il batterista (il batterista, ehi)
Suonare con un gruppo rock (gruppo rock, ehi)
Meglio che fare il giornalista
E pensare sia un lavoro scrivere su Rolling Stone
Potrei suonare il pianoforte
Vivere in una Cabriolet (Cabriolet, ehi)
Una canzone non salverà il mondo
Ma so che può salvare te
Volevo fare il batterista (il batterista, ehi)
Suonare con un gruppo rock (gruppo rock, ehi)
Meglio che fare il giornalista
E pensare sia un lavoro scrivere su Rolling Stone
Potrei suonare il pianoforte
Vivere in una Cabriolet (skrrt skrrt, ehi)
Una canzone non salverà il mondo
Ma so che può salvare te


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2019-11-26T16:47:19+00:00